← Blog · 8 giugno 2026

CIN affitti brevi: cos'è e come ottenerlo

Cos'è il CIN per gli affitti brevi, come richiederlo gratis sulla piattaforma del Ministero del Turismo, dove esporlo e quali sanzioni rischi se non ce l'hai.

Se affitti casa per brevi periodi su Airbnb o Booking, oggi ti serve il CIN, il Codice Identificativo Nazionale. È un codice univoco che lo Stato assegna a ogni alloggio turistico: senza, non puoi pubblicare l’annuncio in regola e rischi sanzioni pesanti. La buona notizia è che richiederlo è gratuito e si fa online. Vediamo cos’è, come si ottiene e dove va esposto.

Cos’è il CIN e a cosa serve

Il CIN è un codice nazionale che identifica in modo univoco il singolo immobile destinato a locazione breve o turistica. Nasce per creare una banca dati unica di tutte le strutture ricettive italiane (case vacanza, B&B, affittacamere, alberghi) e rendere tracciabile chi affitta, contrastando l’evasione e l’abusivismo.

In pratica sostituisce e affianca i vecchi codici regionali (il CIR, Codice Identificativo Regionale, che in molte regioni esisteva già). Il CIN va riportato:

Se vuoi capire prima quanto può rendere davvero il tuo immobile, puoi partire dal calcolatore e poi mettere in regola la parte burocratica.

Come si richiede il CIN

La domanda si presenta online sulla Banca Dati delle Strutture Ricettive (BDSR) del Ministero del Turismo. La procedura, al momento in cui scriviamo, è questa:

  1. Accedi al portale del Ministero del Turismo con SPID o CIE (Carta d’Identità Elettronica).
  2. Inserisci i dati catastali dell’immobile (foglio, particella, subalterno) e i dati del proprietario o del gestore.
  3. Compili l’autocertificazione sul possesso dei requisiti di sicurezza richiesti.
  4. Il sistema genera il CIN, che ti viene assegnato in tempi rapidi.

Il rilascio è gratuito: nessuno deve farti pagare per ottenerlo. Diffida da chi chiede compensi per “attivare” il codice al posto tuo, a meno che non sia un servizio di consulenza che hai scelto volontariamente.

I requisiti di sicurezza

Per ottenere il CIN devi dichiarare che l’alloggio rispetta alcuni requisiti minimi di sicurezza. In genere si tratta di:

Sono dispositivi che costano poche decine di euro ma sono obbligatori: prima di richiedere il codice, assicurati di averli installati davvero, perché stai firmando un’autocertificazione.

Le sanzioni se non ce l’hai

Qui è dove conviene non rimandare. Le sanzioni previste per chi non si mette in regola sono significative. A titolo indicativo, secondo la normativa vigente:

ViolazioneSanzione indicativa
Affittare senza aver richiesto il CINfino a circa 8.000 €
Annunci pubblicati senza indicare il CINfino a circa 5.000 €
Mancata esposizione del codice all’esternosanzione amministrativa specifica

Gli importi possono variare e vengono aggiornati: verifica sempre le regole correnti sul sito del Ministero del Turismo o con un professionista prima di affidarti a queste cifre.

Esempio pratico

Marco ha un bilocale a Bologna che affitta su Airbnb. Per essere in regola deve: installare un rilevatore di gas/CO e un estintore (spesa una tantum di circa 50–80 €), accedere alla BDSR con SPID, inserire i dati catastali, ottenere il CIN e poi modificare l’annuncio aggiungendo il codice nel campo dedicato. Infine stampa il CIN e lo affigge vicino al portone. Tempo richiesto: un pomeriggio. Costo del codice: zero.

Come si collega al resto degli obblighi

Il CIN è solo un pezzo del puzzle. Per affittare in regola servono anche, a seconda dei casi, la comunicazione degli ospiti tramite Alloggiati Web, la gestione della tassa di soggiorno e la scelta del regime fiscale (per esempio la cedolare secca). Sono adempimenti diversi che però viaggiano insieme: meglio sistemarli tutti all’inizio. Una guida completa la trovi nella nostra guida.

In sintesi

Le informazioni fiscali e normative di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un commercialista o di un professionista abilitato. Le regole sugli affitti brevi cambiano spesso: controlla sempre le fonti ufficiali prima di agire.

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